Pantaloncini imbottiti da ciclismo: migliori prodotti di Maggio 2021, prezzi, recensioni

Stanchi di tornare a casa dopo una lunga pedalata e avvertire bruciore e fastidio nella zona delle parti intime?

Montare in sella è sempre adrenalinico, ma se non indossate l’abbigliamento adatto, può diventare anche molto fastidioso.

Per risolvere il problema di bruciori e continue irritazioni alle parti intime, dovreste indossare dei pantaloncini imbottiti da ciclismo.

In questa guida si parlerà di come sono fatti e di come scegliere il migliore per voi, anche in base al vostro sesso.

Perché scegliere i pantaloncini imbottiti da ciclismo

Se siete dei ciclisti professionisti lo sapete già: montare in sella senza indossare dei pantaloncini imbottiti da ciclismo, può diventare un calvario.

Per tutti gli altri, vi spiegherò per quale motivo sono indispensabili, soprattutto se sulla bici ci passate molto tempo, quotidianamente.

Il bacino e le parti intime sono quelli a contatto con la sella e sono soggetti a continue sollecitazioni e sfregamenti.

Non proteggerle con degli indumenti adeguati, vuol dire sottoporli a stress, con conseguenti problemi sia a livello muscolare che, soprattutto, di esposizione a infezioni e irritazioni.

Indossare intimo in cotone, poi, non fa che peggiorare la situazione, in quanto pur essendo molto traspirante, il cotone trattiene il sudore, diventando terreno fertile per prolificazioni batteriche.

Se proprio non volete usare i pantaloncini imbottiti da ciclismo, quindi, quantomeno dovreste procurarvi degli slip o dei boxer per ciclismo.

Questi, così come lo stesso pantaloncino, sono realizzati con tessuti tecnici in fibre sintetiche.

Rispetto a quelle naturali, le fibre sintetiche non trattengono il sudore e lo fanno asciugare molto in fretta, non permettendo che ristagni sulle vostre parti intime.

Attenzione, però: nessun tipo di slip, nemmeno quello sintetico, andrebbe usato sotto un pantaloncino imbottito da ciclismo.

Questo, infatti, è stato progettato per essere indossato sulla pelle nuda. Certo, se proprio non ci riuscite, allora fatelo pure, ma non scegliete mai quelli in cotone.

Come sono fatti i pantaloncini imbottiti da ciclismo

I pantaloncini imbottiti da ciclismo, come si diceva poc’anzi, sono realizzati con fibre sintetiche.

Tra queste, le più utilizzate sono la poliammide, il polipropilene, il poliestere e lo spandex.

Lo spandex è quello che dona elasticità al tessuto e che permette al pantaloncino di essere indossato in modo aderente.

L’aderenza è fondamentale soprattutto per chi pratica ciclismo da corsa e su strada, in quanto aiuta l’aerodinamica.

In tutti gli altri casi, è un aspetto che interessa perché un pantaloncino imbottito da ciclismo può anche essere tranquillamente indossato sotto un pantalone o una gonna.

Per quanto riguarda i pantaloncini imbottiti da ciclismo da donna, poi, esistono anche le culotte, con fondello intercambiabile.

Ed ecco arrivati alla parola magica: fondello.

Cosa è il fondello nei pantaloncini imbottiti da ciclismo

Il fondello è proprio l’imbottitura dei pantaloncini imbottiti da ciclismo, è quella componente realizzata in gel o on schiuma che è posta nel cavallo del pantaloncino e che ha una diversa forma in base alla diversa destinazione d’uso: per uomini o per donne.

Per quanto riguarda l’abbigliamento da ciclismo, l’unico capo che fa differenze tra sesso maschile e sesso femminile, è proprio il fondello.

Questo, perché si deve modellare su parti anatomiche differenti, e la sua funzione viene svolta correttamente solo se ne prevede la diversità.

In commercio esistono anche fondelli unisex, ma sono sconsigliati, in quanto non riusciranno mai ad adattarsi perfettamente alla vostra anatomia, così come fa uno in gel o in schiuma femminile o maschile.

Tra questi ultimi due, poi, il migliore è quello in schiuma con memory foam. Quello in gel, infatti, essendo avvolto dentro un involucro in plastica, se percorrete molte distanze, a un certo punto tende a surriscaldare.

Pantaloncini imbottiti da ciclismo con fondello cucito o estraibile

Sul mercato, poi, esistono pantaloncini per ciclismo con fondelli cuciti o estraibili.

Innanzitutto, diciamo subito che le cuciture, nei pantaloncini così come in tutto l’abbigliamento da ciclismo, sono ridotte al minimo, e quelle presenti, sono piatte.

Questo per assicurarvi che non vi siano sfregamenti nelle diverse zone del corpo, e soprattutto nelle parti intime.

Tornando al fondello, dicevamo che può essere cucito o estraibile. Nel secondo caso, vi permette di toglierlo e rimetterlo a piacimento.

Nel caso in cui utilizziate la bici per raggiungere il posto di lavoro, per esempio, potete toglierlo appena arrivati in ufficio e poi rimetterlo all’uscita.

In questo modo, non dovrete indossare tutto il giorno un pantaloncino imbottito da ciclismo, che sotto al pantalone potrebbe risultare anche poco “armonioso” 😉

Lavaggio dei pantaloncini imbottiti da ciclismo

I pantaloncini imbottiti da ciclismo, così come il suo fondello, nel caso in cui sia estraibile, vanno sempre lavati dopo il loro utilizzo.

È vero che asciugano molto in fretta poiché non trattengono il sudore, e che sono batteriostatici, ovvero che non permettono la proliferazione dei batteri.

Tuttavia, sono sempre a contatto con le parti intime, ed è bene che vengano indossati puliti e igienizzati.

Non temete: la loro asciugatura è così rapida, che non rischierete di rimanere un giorno senza il vostro pantaloncino imbottito!

Potete lavarli a mano, in acqua fredda, oppure in lavatrice, ad una temperatura non superiore ai 30°.

In entrambi i casi, utilizzate sempre detergenti neutri o pochi aggressivi e mai l’ammorbidente o la centrifuga.

L’ammorbidente, infatti, può danneggiare alcune fibre sintetiche, per cui meglio evitare, se volete che abbiano una maggiore durata nel tempo.

Quali modelli di pantaloncini imbottiti da ciclismo esistono

Oltre al pantaloncino corto, in commercio potete trovare quelli a ¾ e quelli lunghi, che prendono tutta la gamba, per intenderci.

Solitamente, gli ultimi due sono scelti dai ciclisti professionisti, che percorrono lunghe distanze.

Quello lungo, in particolare, è il meno utilizzato, e viene scelto quando le temperature sono davvero rigide.

Se pensate di indossarlo sotto gli indumenti, vi conviene usarne uno corto, come se indossaste un boxer.

Per una donna, vanno benissimo le culotte imbottite. Se, però, mettete una gonna, preferite anche voi un pantaloncino, in modo da evitare lo sfregamento delle gambe.

Quanto costano i pantaloncini imbottiti da ciclismo

Un pantaloncino imbottito da ciclismo corto, costa intorno ai 15 euro. Quello a ¾ tra i 20 e i 30 euro. Uno lungo, intorno ai 35 euro.

Se avete bisogno di cambiare il fondello estraibile dai vostri pantaloncini imbottiti, in commercio ne trovate in diversi materiali e, in base alla qualità, il prezzo cambia.

Per un modello di fascia bassa, potete spendere intorno ai 10 euro, fino ad arrivare a un modello di fascia alta il cui costo prezzo può arrivare anche a 30 euro.

Scrittrice, blogger, ghostwriter, web content writer con la passione per il ciclismo. “Spingi e respira” è il mio motto sia nello sport che nella vita.

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